LA MONONUCLEOSI

La mononucleosi è una malattia infettiva, virale , causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpes virus . 

La mononucleosi è anche conosciuta come “malattia del bacio” o febbre ghiandolare di Pfeiffer, dal nome del medico che per primo la descrisse.

 

COME AVVIENE IL CONTAGIO ?

 

Nonostante la mononucleosi sia nota come “malattia del bacio” e colpisca prevalentemente i giovani e gli adolescenti, in realtà questa malattia può colpire chiunque; spesso, però, è asintomatica al punto che molti scoprono del tutto casualmente di avere contratto il virus in passato.

Questa malattia è anche chiamata “malattia del bacio” perché il contagio avviene soprattutto attraverso le goccioline di saliva e quindi con lo scambio di saliva; la trasmissione, però, può anche avvenire attraverso lo scambio di oggetti di uso personale, come spazzolino da denti, bicchieri e altri oggetti contaminati e già utilizzati da persone affette.

La malattia colpisce prevalentemente soggetti in età prescolare e  tra i 15 e  i 35 anni ( è rara sotto i 2 anni) ; perlopiù, come si diceva, decorre in modo del tutto asintomatico e si risolve normalmente senza particolari conseguenze.

Le persone che hanno contratto il virus si devono considerare portatori e quindi a rischio di contagio per circa sei mesi. In particolare il contagio può essere diretto ossia per mezzo, ad esempio, di saliva ( bacio) o attraverso trasfusioni di sangue oppure per mezzo di un rapporto sessuale non protetto. Si parla ,invece, di contagio indiretto quando questo avvenga attraverso oggetti contaminati, come spazzolini, posate o altri oggetti.

L’incubazione è di circa 10-15 giorni nei bambini , 1 mese o anche più negli adulti.

 

COME SI MANIFESTA LA MONONUCLEOSI ?

 

Nella maggior parte dei casi la malattia decorre asintomatica; la maggior parte delle persone che sono state colpite dal virus non ne sono a conoscenza ; i sintomi, infatti, sono così sfumati che fanno scambiare la mononucleosi per altre forme di infezioni , e la malattia non viene diagnosticata.

Se in  età adulta viene fatta la ricerca degli anticorpi specifici nel sangue, nella maggior parte dei casi è positivo; ciò dimostra che l’individuo è venuto in contatto con il virus in passato.

Solitamente più è piccolo il bambino, meno sono evidenti le manifestazioni, mentre nel bambino più grande  e nell’adolescente è più facile che la malattia dia segnali.

Nella fase iniziale ( 7-15 giorni), i sintomi possono essere simili a quelli dell’influenza, con malessere generale, stanchezza, mal di pancia, mal di gola,mal di testa, a volte febbricola, sudorazione.

In seguito compaiono i sintomi più tipici della malattia:

-infiammazione della gola, presenza di chiazze rosse sul palato , a volte accompagnate anche da essudato sulle tonsille ( tipo le placche)

-febbre alta ( 38-39°C) 

-ingrossamento delle ghiandole del collo e, a volte, anche se meno frequentemente, a livello delle ascelle e dell’inguine

-nel 10 % dei casi può anche manifestarsi un esantema simile a quello del morbillo, spesso ,però, conseguente all’assunzione dell’antibiotico Amoxicillina, spesso prescritto in quanto la malattia viene scambiata per un’infezione batterica

-negli adolescenti può verificarsi ingrossamento della milza ( splenomegalia) oppure del fegato (epatomegalia)

Nella maggior parte dei casi la malattia non è grave e ha un decorso benoigno; la fase acuta solitamente dura all’incirca 15 giorni, con la comparsa dei sintomi più importanti, dopodichè i sintomi scompaiono spontaneamente; a volte può rimanere un senso di spossatezza.

La malattia è contagiosa dalla comparsa dei sintomi, non invece nella fase di incubazione. La durata della contagiosità è variabile: il virus, infatti, può essere eliminato in poche settimane oppure, invece, permanere nella saliva per parecchi mesi. La contagiosità permane fino a quando le IgM (  indice di infezione in atto) rimangono positive.

 

COME SI FA DIAGNOSI ?

 

La diagnosi è prevalentemente clinica, se i sintomi sono evidenti. In caso, invece, di sospetto, vengono richiesti esami del sangue per verificare i dosaggi degli anticorpi specifici ( delle IgM, indice  di infezione in atto, oppure delle IgG che sono invece segno dell’avvenuta infezione in passato), delle transaminasi ( spesso elevate nel corso di questa infezione), della bilirubina.

 

 

POSSIBILI COMPLICANZE

 

Le complicanze sono assolutamente poco frequenti; in rari casi può verificarsi la rottura della milza, ma solo nei casi in cui sia particolarmente ingrossata e si subisca un trauma nella zona; a volte si può verificare una temporanea diminuzione di alcune cellule del sangue, come le piastrine, i granulociti oppure l’emoglobina.

 

COME SI CURA ?

 

Non esiste una cura specifica per la mononucleosi; ; in caso di infezioni sono sufficienti le normali misure di igiene , come uso di asciugamani, stoviglie, posate ecc. personali.

Dopo 2-3 giorni dalla scomparsa della febbre è possibile tornare a frequentare la comunità; se la stanchezza forse particolarmente accentuata, è opportuno cercare di non fare affaticare il piccolo, evitando sforzi ( soprattutto nel caso in cui fosse stata riscontato un aumento del volume della milza).

La malattia, anche se contratta in gravidanza, non provoca malformazioni fetali.

 

Tratto e modificato da:

www.mononucleosi.info

www.notrofiglio.it

Immagine di Swim For Life.

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