L’asma bronchiale è una malattia multifattoriale, ossia dipendente da una predisposizione genetica, ma scatenata da fattori ambientali.

Perciò un bambino figlio di due genitori asmatici avrà una probabilità di sviluppare la malattia molto maggiore di chi ha un solo genitore affetto oppure nessuno; perché, però, si ammali, deve essere sempre presente un fattore scatenante.

 

COME SI MANIFESTA

L’asma è  caratterizzata da una ostruzione delle vie respiratorie che si manifesta con affanno, tosse, sibili espiratori, respiro corto e frequente; alcuni bambini asmatici possono avere, per qualche tempo, soltanto tosse persistente.

Si tratta di una malattia cronica, cioè con decorso spesso prolungato, a volte di anni o persino per tutta una vita che dipende da un’infiammazione delle vie respiratorie, la quale provoca un restringimento dei bronchi (il cosiddetto broncospasmo) e un rigonfiamento delle loro pareti.

Il termine asma , bronchite asmatiforme, broncospasmo, respiro sibilante, broncostruzione, fischi ecc. sono equivalenti; attualmente si usa il termine asma.

L’asma non è necessariamente una malattia allergica; lo è mediamente nel 50% circa dei casi e al di sotto dei 3-4 anni solo in 1/3 dei casi.

Quindi essere asmatici non vuol dire necessariamente essere allergici; però, come si diceva sopra, difficilmente un bambino dai 6 anni in poi con asma non è allergico e tanto più difficilmente quanto maggiore è l’età.

I bambini in età prescolare con broncospasmo rappresentano una fonte di preoccupazione per i genitori; i due terzi, però, di questi bimbi  presentano sibilo espiratorio (broncospasmo) oin corso di infezioni virali delle vie respiratorie a causa di una ristrettezza dei loro bronchi proprio legata all’età ed accentuata dall’ispessimento della parete dovuta all’infezione virale.

Crescendo, aumenta il calibro dei bronchi, il fenomeno va gradualmente scomparendo e questi bambini non hanno più broncospasmo ( o asma, o bronchite asmatiforme che dir si voglia).

Si tratta quasi sempre di bambini non allergici, senza familiarità per malattie allergiche.

I bambini con bronchiti asmatiformi in età prescolare che hanno tendenza a rimanere asmatici negli anni, di solito hanno familiari allergici, hanno frequentemente la dermatite atopica, sono positivi ai tests allergologici cutanei o del sangue per qualche allergene inalatorio ( come acari, pollini, peli di animali come cane o gatto ecc.).

Quindi:

NON SEMPRE E’ ASMA CIO’ CHE SEMBRA ASMA

Ossia se da una parte sono tanti i bambini piccoli che ricevono diagnosi di bronchite asmatica o asmatiforme , dall’altra solo quelli che hanno una predisposizione genetica e soffrono di allergia ad una sostanza inalatoria (polvere di casa, pollini ecc.) sono destinati a diventare veramente asmatici. Di questi il 70-80 % migliorerà sensibilmente entro la pubertà, avrà sempre meno attacchi e dovrà ricorrere sempre meno ai farmaci.

 

DIAGNOSI

La diagnosi dell’asma è una diagnosi prima di tutto medica; ossia in base alla visita il vostro Medico o Pediatra , auscultando i bronchi del bambino, potrà rilevare la presenza di sibili espiratori  (broncospasmo). Il sospetto di asma viene di solito formulato in base alla storia non sono clinica (quanti episodi, ad esempio, ha avuto il piccolo di broncospasmo nell’ultimo anno, eventuali ricoveri) ma anche familiare del bambino (familiarità per asma oppure per malattie allergiche). Il Pediatra sicuramente domanderà anche quali medicine siano state assunte, se siano state efficaci, quale sembra la causa più facilmente scatenante del broncospasmo (ad esempio correre, saltare, ridere, aria fredda o umida ecc.), se tra un episodio e l’altro è presente tosse o meno.

 

QUALI ESAMI?

Se il Medico, in base alla storia clinica ,obiettiva e familiare del piccolo è sicuro della diagnosi, non serve effettuare particolari accertamenti: è normalmente proprio la risposta al trattamento che guiderà il Medico nella diagnosi.

 

Solo in caso di dubbio o di resistenza alla terapia, potrà essere necessario ricorre ad un particolare esame detto spirometria: Il test di solito si effettua nei bambini più grandicelli, a partire dai 5-6 anni di età, e che valuta di quanto sono ostruite le vie aeree. Il bambino soffia in un tubo e un piccolo computer rileva il flusso di aria corrispondente ai diversi tratti dell’albero bronchiale; più i bronchi sono ostruiti, più i flussi sono bassi. Se i bronchi sono ostruiti , si fa un altro test a 10-20 minuti dall’inalazione di Salbutamolo ( un broncodilatatore) per valutare se i bronchi si siano effettivamente dilatati.

L’allergia è un fattore scatenante dell’asma: cercare, come si è detto, un’allergia nei familiari del bambino (genitori, fratelli, nonni ecc.) e nella storia personale può,ovviamente, aiutare nella diagnosi.

Normalmente si ricorre ai  tests cutanei o Prick Tests , facili  ed economici da eseguire e che risultano positivi nell’80-90 % dei bambini asmatici.

 

PRICK TEST

Il Prick test si esegue mettendo a contatto della cute che è stata precedentemente punta  (“to prick” inglese significa pungere) delle sostanze che si pensa possano essere responsabili di una reazione allergica in quel soggetto. Le pià comuni sono ad esempio i pollini delle graminacee, della parietaria, il pelo di gatto e del cane , le muffe. Con gli allergeni, devono essere anche  testati il controllo negativo ( praticamente acqua) e il controllo positivo (istamina) proprio per leggere correttamente le reazioni della pelle, variabili da soggetto a soggetto.

Il metodo consiste nel mettere una goccia della sostanza che si vuole testare sulla superficie interna dell’avambraccio e sollevando con una piccola “lancetta”delicatamente la pelle ( non è doloroso!) per fare penetrare la sostanza da testare più in profondità.

Se il soggetto è allergico a quella sostanza, entro 15-20 minuti la cute si arrossa e si gonfia (pomfo); il pomfo viene confrontato con quello di riferimento dell’istamina e con quello del controllo negativo; il diametro del pomfo sarà considerato come pari a + se inferiore alla metà del pomfo dell’istamina, ++ se compreso tra la metà e la stessa dimensione di quello dell’istamina , +++ se supera in dimensioni il doppio di quello dell’istamina.

E’ considerato positivo il Prick test che raggiunge almeno ++

 

Sono disponibili anche tests allergici su sangue ( RAST e ImmunoCap) che però, non essendo di certo migliori dei Prick tests, ed essendo per di più molto costosi, si riservano in realtà a bambini in trattamento con antistaminici che non possano essere sospesi, oppure in caso di presenza di una dermatite atopica molto estesa.

 

 

 

PROVVEDIMENTI UTILI PER I BAMBINI ASMATICI

Qualora sia stata fatta diagnosi dal medico curante di bronchite asmatica, broncospasmo, asma, indipendentemente che si tratti di bambini allergici o meno, bisogna necessariamente adottare alcuni provvedimenti:

  • Eliminare il fumo di sigaretta ovunque, in casa, in auto e negli ambienti frequentati dal bambino
  • Eliminare la polvere domestica dagli ambienti in cui vive il bambino (possibilmente anche se il bambino non fosse allergico accertato alla polvere)
  • Evitare la frequenza all’asilo nido se gli episodi di asma, bronchite asmatica ecc. fossero molto frequenti ( la frequenza, infatti, in comunità infantile può essere la causa principale di infezioni virali scatenanti l’asma).

Se è dimostrata un’allergia ad inalanti o alimenti:

  • Provvedere a ridurre l’esposizione alle sostanze alle quali il piccolo è allergico (polvere, pollini, muffe ecc.)

Curare l’infiammazione di fondo responsabile della tendenza alle crisi di asma con i seguenti farmaci:

  • Cortisonici per via inalatoria ( Flixotide o Fluspiral o Pulmaxan) con spray o aerosol dosato con distanziatore fino ad assicurare almeno 2-3 mesi di benessere, quindi anche a lungo
  • Antileucotrieni ( Singulair o Montelukast)
  • Eventualmente antistaminici, non fondamentali ma a volte utili a ridurre le infezioni virali delle vie aeree.

 

CRISI D’ASMA: CHE COSA FARE

Normalmente vengono fornite ai genitori dei bambini asmatici delle istruzioni scritte; in questa sede NON si invita al loro utilizzo diretto, consigliando , invece, in caso di crisi d’asma, di RIVOLGERSI SEMPRE AL PROPRIO MEDICO CURANTE o, qualora ciò non sia possibile, a rivolgersi ad un P.S.

 In caso di crisi d’asma solitamente vengono utilizzati farmaci per via inalatoria, soprattutto in spray con distanziatore ( Ventolin o Broncovaleas); la via inalatoria è preferibile in quanto agisce direttamente sui bronchi con minimi effetti collaterali.

Nel bambino più piccolo, in caso di crisi d’asma, può essere usata l’aerosolterapia “classica” .

 

Per il trattamento specifico delle crisi d’asma e la valutazione della loro gravità si rimanda alla valutazione ed al giudizio del Medico Curante