Il termine di origine greca plagiocefalia (testa obliqua) descrive le asimmetrie di forma del cranio indipendentemente dalla loro causa.

Il cranio dei bambini è raramente simmetrico alla nascita. Spesso,infatti, possono essere osservate delle asimmetrie di entità variabile, determinate da fattori materni ,di origine peri -natale e post-natale.

In questa sede non trattiamo delle deformità del cranio dovute a precoce saldatura di una o più sutura del cranio, di solito già presenti sin dalla nascita e di competenza esclusivamente neurochirugica.

 

Parliamo, invece, di quella comunemente definita plagiocefalia posizionale o secondaria.

LE CAUSE

La causa maggiore di plagiocefalia posizionale è ritenuta essere la posizione supina in cui vengono posizionati i neonati durante il sonno e da svegli, soprattutto nei primissimi mesi.

Questa posizione fa sì che la testa molto malleabile del neonato appoggi sulla stessa zona del cranio, più precisamente la zona occipitale, determinandone o aggravandone l’appiattimento.

Si ritiene, infatti, che il cranio del neonato, soffice e malleabile, sia facilmente deformabile in conseguenza dell’appoggio su una superficie piana.

Dagli anni ’90 in poi si è assistito ad un notevole aumento di questa problematica, in aperte derivata dalle indicazioni date dagli stessi pediatri già alle dimissioni dal reparto nascita, sulla necessità di evitare la posizione prona durante il sonno per prevenire la “morte improvvisa in culla” (SIDS, Sudden Infant Death Sindrome); questo consiglio, peraltro, va assolutamente sempre rispettato!

Altri fattori di rischio possono essere materni post-natali, come l’età superiore ai 35 anni, la scolarità e l’etnia (es. madri con

scolarità bassa allattano i neonati solo con il biberon, posizionando il bimbo sempre dallo stesso lato. Fattori di rischio , invece, peri-natali riguardano la modalità di parto, come la presentazione podalica o trasversa, eventuali traumatismi durante il parto(applicazione di ventosa, in rari casi di forcipe, travaglio prolungato), oppure cause pre-parto che riducono notevolmente la motilità del feto, come oligoidramnio (poco liquido amniotico), rottura prematura delle membrane, gravidanza multipla ecc.

Un’altra causa possibile della plagiocefalia può essere, invece, il torcicollo congenito;  alcuni Autori, infatti, ritengono che i fattori muscolari che limitano il grado di mobilità di capo e collo possano essere responsabili di plagiocefalia in una percentuale sottostimata di casi.

 

COME SI MANIFESTA

Normalmente le deformità del cranio sono assenti alla nascita e si evidenziano nei primi 2-4 mesi di vita.

Anche in assenza di specifici fattori di rischio, dopo la nascita la testa del neonato si trova ad appoggiare ripetutamente sempre nella stessa area che progressivamente si appiattisce; in assenza di interventi preventivi specifici, la deformità è destinata a persistere se non a progredire.

 

DIAGNOSI

La plagiocefalia posizionale è solitamente notata dai genitori oppure dal Pediatra curante nel corso delle visite di controllo,intorno ai 2-3 mesi; la diagnosi delle asimmetrie del cranio può essere posta, quindi, in base alla storia clinica ed all’esame obiettivo; non ci sono molti dubbi quando i genitori riferiscano che alla nascita il piccolo presentava un capo normalmente arrotondato e dopo qualche settimana, invece, abbiano notato un appiattimento del cranio.

E’ molto importante per il pediatra raccogliere tutte le informazioni circa come il piccolo viene accudito, ossia come sia allattato (al seno, con il biberon ed in quest’ultimo caso se sia alternato l’appoggio sul braccio destro e su quello sinistro).

 

E’ importante informarsi sull’eventuale uso di sdraiette, su come il bimbo dorma (supino, di lato, prono) e soprattutto indagare sulla posizione del capo, ossia se questo sia soprattutto e prevalentemente ruotato soltanto da un lato. Ai genitori verrà,inoltre, chiesto se anche da sveglio il neonato manifesti una posizione del capo preferenziale.

 

ESAME OBIETTIVO

Il pediatra, nel corso della visita, valuterà eventuali asimmetrie di postura (rotazioni del collo e del capo ed eventuali asimmetrie dei movimenti del tronco). Verrà esaminata con attenzione la regione cranio-facciale, valutandola di lato (ossia di profilo,da dietro, dal basso(da sotto il mento) e da sopra. L’osservazione,infatti, del bambino in prospettiva dall’alto permette di notare la posizione delle orecchie e delle guance; è possibile, così, verificare che siamo in presenza di una plagiocefalia posizionale perché è riscontrabile la tipica forma a parallelepipedo del cranio. 

 

Nei casi più marcati, è possibile evidenziare anche una sporgenza della bozza frontale dallo stesso lato dove è osservabile l’appiattimento, una protuberanza della guancia e lo “spostamento” in avanti dell’orecchio sempre dallo stesso lato dell’appiattimento occipitale.( vd.disegno).

 

(figura tratta da”La Plagiocefalia posizionale” Meraviglia, Villani, Brunati et.al.  Ed.Flying Publisher)

 

Normalmente, in presenza di plagiocefalia, non sono necessarie indagini strumentali; l’Rx del cranio, un tempo utilizzata, pur evidenziando le suture del cranio non dà comunque indicazioni sufficienti rispetto alla forma del cranio.

Nei casi di diagnosi dubbia, qualora si volesse valutare le suture del cranio, potrebbe essere sufficiente ricorrere all’ecografia cerebrale, metodica non invasiva.

 

TRATTAMENTO

Una diagnosi ed un trattamento precoce della plagiocefalia ne influenzano positivamente la prognosi.La terapia iniziale della plagiocefalia è rappresentata essenzialmente dalla cura della postura del neonato. Tutti i genitori dovrebbero essere comunque  istruiti nelle maternità e poi dai pediatri curanti circa il “riposizionamento attivo” del neonato, soprattutto in presenza di un iniziale appiattimento occipitale. Quando queste indicazioni non siano sufficienti, occorre inviare il piccolo da uno specialista per una valutazione e/o u trattamento fisioterapico. Oltre a quest’ultimo può essere altrettanto utile il trattamento osteopatico.

 

Tenuto conto della estrema plasticità delle ossa craniche soprattutto nelle prime settimane di vita, è estremamente importante che il pediatra rilevi eventuali asimmetrie del cranio nel corso de primi bilanci di salute (entro il 3° mese di vita). La maggiorparte delle palagiocefalie posturali possono, come detto, essere prevenute e almeno inizialmente curate attraverso cambiamenti di postura sia durante il sonno che durante i momenti di veglia proprio per evitare l’appoggio costante sulla stessa parte dell’osso occipitale e la rotazione del cranio da un solo lato. Si può in questo modo far dormire il bambino in decubito laterale ricorrendo ad opportuni presidi che gli impediscano di passare alla posizione prona (ossia a pancia in giù), alternando in questo modo la postura sul fianco destro e sinistro.( in tal modo ci si attiene comunque alle disposizioni dell’ American Academy of Pediatrics circa la prevenzione della SIDS). 

 

Può essere anche suggerito ai genitori di cambiare spesso la posizione del lettino/culla rispetto, ad esempio, alle sorgenti di luce.

 

Per prevenire lo sviluppo di aree di appiattimento della zona occipitale e per facilitare l’acquisizione progressiva del controllo del capo,  l’American Academy of Pediatrics raccomanda di mantenere il neonato, quando è sveglio, in posizione prona ( per un tempo variabile in base al suo gradimento); a partire dai 4 mesi circa, la posizione da prono può favorire le prime attività di “gioco” supportate da un adulto.

Altri consigli utili per i genitori possono essere, ad esempio, quelli di alternare la posizione del bambino in braccio che favorisce il raddrizzamento del capo, come pure, se il bambino è allattato con il biberon, è opportuno alternare un lato e l’altro.

 

 

TERAPIA ORTESICA

 

Solo nei casi particolarmente gravi o quando la diagnosi sia stata troppo tardiva, è possibile il ricorso al cosiddetto trattamento “ortesico” tramite l’utilizzo di un apposito caschetto modellante; questo non modella il cranio, né comprime la struttura ossea, ma ridireziona la crescita del capo coinvolgendo le parti appiattite.Deve essere indossato quasi 24 ore al giorno; i risultati del trattamento variano in rapporto alla gravità della deformazione, all’epoca di inizio del trattamento, alla costanza nell’utilizzo dell’elmetto.

 

 

TERAPIA OSTEOPATICA

Un discorso a parte nel trattamento della plagiocefalia posizionale, merita sicuramente la terapia osteopatica. L’osteopatia è una branca della medicina complementare, oggi un po’ più conosciuta, a ragione, rispetto al passato. L’osteopata, tramite precise capacità manuali e di comprensione delle disfunzioni delle deformità del cranio, può trattare con manovre estremamente “dolci” il cranio del neonato, e, nel corso delle sedute, ottenere un vero e proprio “rimodellamento” della morfologia del cranio spesso riportando in una buona simmetria l’allineamento degli occhi e delle orecchie.

Tratto da:“La Plagiocefalia posizionale” Meraviglia, Villani, Brunati et al. Flying Publisher

http://www.emilianozanier.com/osteopatia-bassano-neonato/

http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/andrea-manzotti.pdf

Kelly KM, Littelfield TR, Pomatto JK, Ripley CE, Beals SP, Joganic EF. Importance of early recognition and treatment of deformational plagiocephaly with orthotic cranioplasty. Cleft Palate Craniofac J 1999;36:127-30. 

 

http://www.plagiocefalia.it/pagweb/trattamento.html